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giovedì 25 novembre 2010

shameless di suit supply. abbiamo visto di peggio.

tutte l'europa è indignata per la campagna shameless del marchio di abbigliamento olandese suit supply.





qui le reazioni dei londinesi.

e in italia cosa succede?
la cgil lombardia, con le associazioni donneinquota e amiche di abcd, presenta il comitato "immagine differente" con l'obiettivo di sostenere una proposta di legge sulla "parità e la non discriminazione tra i generi nell'ambito della pubblicità e dei mezzi di comunicazione".

e c'era bisogno di una campagna olandese per svegliare le coscienze italiane?
in italia non avevamo già abbastanza materiale?





















e potrei andare avanti per ore...

speriamo che questo comitato serva a qualcosa. oggi, in piazza san babila, il primo presidio per raccogliere le firme e far passare una legge che, dalle parole di tiziana scalco, possa "dotare l'Italia di una legge cogente che ancora non c'è, uno strumento che verifichi che non vengano diffusi stereotipi, miti e modelli che certamente non favoriscono a parte delle donne l'espressione del loro talento e veicolano messaggi distorti che possono creare anche un terreno favorevole alla violenza di genere."

un ringraziamento speciale va a belen rodriguez, che non manca mai di farci pervenire perle rare di campagne nel rispetto della donna.

mercoledì 24 novembre 2010

coop, l'acqua e l'antitrust. la guerra continua.

le perplessità sollevate dalla campagna di coop, "acqua di casa mia", non si fermano alla carta stampata e web.

dalla newsletter di spot&web:

L’Adoc ha presentato un esposto all’Antitrust contro la campagna pubblicitaria della Coop soggetto “Acqua di casa mia”, accusando sia ingannevole a danno dei consumatori. L’esposto, dichiara Adoc, tende a bloccare la campagna e a sanzionare Coop in quanto non appare chiaro sia l’oggetto che lo scopo di tali messaggi. Nella pubblicità, diffusa a mezzo stampa, tv e web, secondo Adoc viene proposta una scelta tra l’acqua del rubinetto una volta verificata la sua qualità e l’acqua minerale proveniente da fonti vicine al tuo territorio. Nella prima affermazione non è chiaro cosa si intenda comunicare ai consumatori, che ricevono due informazioni: l’acqua del rubinetto può non essere bevibile e deve essere controllata dal cittadino stesso. Relativamente alla seconda affermazione, nell’espressione “fonti vicine del tuo territorio” non sarebbe chiaro il concetto di vicinanza a Km Zero. L’Antitrust stessa ha rilevato che l’esigenza di ridurre l’inquinamento attraverso una gestione più razionale della distribuzione dei beni di consumo non è idonea a giustificare l’adozione di misure protezionistiche atte a favorire la vendita di prodotti regionali a scapito dei beni concorrenti. Tali messaggi, a parere dell’Adoc, ‘’non costituiscono una comunicazione responsabile di Coop a tutela dell’ambiente ma mirano di fatto a promuovere le acque minerali a marchio Coop e le caraffe filtranti sempre a marchio Coop. Inoltre non forniscono al consumatore un’informazione adeguata, corretta e trasparente e, pertanto, possono definirsi pubblicità ingannevole a danno dei consumatori’. In attesa di conoscere se e come l’Autorità procederà in tal senso, sorge spontanea una domanda: perché non dettare norme più rigorose affinché il vanto ambientale sia chiaramente utilizzabile? Va bene che esistono già molte norme in campo pubblicitario, ma quello della sostenibilità ambientale – per le ricadute diffuse e diverse che genera – è un’area estremamente delicata su cui prudenza e regole sono ingredienti imprescindibili per una comunicazione corretta ed eticamente accettabile.

mercoledì 13 ottobre 2010

sky contro mediaset contro sky. vince l'audience.

sky fa ricorso contro mediaset per la sua campagna comparativa.
mediaset risponde con un altro ricorso contro la scelta di sky di paragonare il telespettatore della tv terrestre a una talpa che vive in un buco.

e il gran giurì che fa?
come una mamma che non ha voglia di ascoltare i bisticci dei figli, tira fuori il battipanni e li punisce entrambi. ops... censura entrambi.

bella mossa.

e tra i due litiganti, il terzo gode. ovvero noi telespettatori che non dovremo più vedere fiorello parlare con una talpa di 40 chili. evviva!



via

adesso dobbiamo solo sperare in un bisticcio tra tim e vodafone.

mercoledì 22 settembre 2010

belen rodriguez per miss sixty. censurata e infuriata

ma ddeche?

al limite dello snuff movie come trattamento (ma definito superglamour dalla protagonista), questo spot di Miss Sixty è il risultato finale a seguito della censura fatta su immagini in cui la rodriguez è completamente nuda, con indosso solo un paio di stivaletti grigi dal tacco alto e le braccia a coprire il seno.
non certo a sostenerlo visto che sta su da solo.




e belen, dall'alto della sua autorevolezza in fatto di moralità, si indigna e accusa:
"Il mio vedo non vedo non e' volgare, ma forse il fatto che in questo Paese ci sia il Vaticano impone un po' più di prudenza”.

due domande sorgono spontanee:

ma allora dov'era il Vaticano mentre le edicole si popolavano di suoi calendari da camionista, i giornali strombazzavano le immagini di lei che fa sesso con corona, ecc. ecc. ecc.?
che dici belen? ci diamo una calmata?

ma soprattutto: qual è la strategia di marketing di miss sixty? è mai possible che sia l'unico cliente al mondo che non pretende che si veda bene il proprio prodotto? o forse la strategia è proprio il sempre valido "purché se ne parli?".
accontentati.

lunedì 13 settembre 2010

facebook censura pasquale barbella

prima l'invito ad unirmi al gruppo di facebook, poi leggo la notizia in dettaglio su advexpress.

riporto in toto l'articolo perché ritengo sia importante sapere.
fin nei minimi dettagli.
di quello che ci è dato sapere.
almeno.

spero che advexpress e marco ferri non se ne abbiano a male, ma questo è un articolo che va condiviso. al di là di abbonamenti e altre cose.

"
La censura ha sempre qualcosa di comico. Ma stavolta siamo al grottesco: Facebook, il social network per eccellenza, molto usato per fini pubblicitari censura i pubblicitari. Roba da far venire la pelle d’oca anche a un uovo sodo. Ecco i fatti: Pasquale Barbella, notissimo pubblicitario italiano, circa un anno fa apre una pagina su Facebook, intitolata Advertown. Su questa pagina, come una sorta di archivio collettivo, vengono pubblicati annunci e campagne pubblicitarie che hanno fatto la storia dell’advertising mondiale. Ad uso e consumo di studenti di scuole di pubblicità e di giovani creativi che lavorano nelle agenzie di pubblicità italiane, Barbella e altri pubblicitari di lungo corso, stimolavano la pubblicazione di esempi di comunicazione commerciale, un modo di tener viva la “memoria storica” della buona pubblicità.
Una iniziativa innocua, se volete ingenua, niente di più di quello che si è visto negli annual, ciò quei libri compilativi che raccolgono campagne premiate come le migliori. Una iniziativa lodevole, se non altro perché metteva a disposizione buoni esempi di pubblicità, una nicchia di fruitori che contava circa 700 “friends”, come vengono chiamati da Facebook coloro che si iscrivono e partecipano alla pagina in questione. Se non che il 31 agosto scorso, Barbella, fondatore di Advertown e altri “amministratori”, tra cui Massimo Guastini, Andrea Concato e Luigi Montaini, tutti pubblicitari di fama, ricevono un “Facebook Warning”: «Abbiamo disabilitato il tuo profilo poiché ci è stato segnalato da terzi che trasgrediva o violava i suoi diritti.».
Ma di che cosa stiamo parlando, se si tratta di una raccolta “storica” di annunci pubblicitari, pubblicati nel passato? Qualche erede di un pubblicitario americano o inglese si è irritato? Qualche grande azienda non ha gradito si pubblicassero annunci pubblicitari con il loro marchio, senza magari aver chiesto il permesso?
Macché, niente di tutto questo. Contattata Facebook, Barbella viene informato proprio da Facebook che una organizzazione che risponde all’indirizzo cenacolo@tradizionecattolicimordini.it ha chiesto la rimozione di Advertown. A parte che andare sul sito di questi signori,sembra finire nelle pagine di Dan Brown, la domanda è: perché? Facebook non fornisce spiegazioni, ma invita Barbella a trovare una composizione con cenacolo@tradizionecattolicimordini.it: se loro danno il permesso, la pagina Advertown potrà essere ripristinata.
Dalla comicità si è passati al grottesco, ma ecco che si affaccia la farsa: Facebook ritiene violate le sue regole, però non dà spiegazioni, ma anzi indica i responsabili della richiesta di cancellazione. Inutile dire che Barbella scrive ai signori di cenacolo@tradizionecattolicimordini.it, i quali si sono fin qui guardati bene dal rispondere.
Insomma, uno aderisce a un social network, ma è soggetto al veto di una organizzazione politico-religiosa esterna al social network medesimo. Ma né Facebook né cenacolo@tradizionecattolicamordini.it danno alcuna spiegazione.
Se dalla comicità si è passati al grottesco, e dal grottesco alla farsa, arriva infine il sopruso: il 9 settembre scorso Facebook chiude a Barbella ogni accesso alla pagina di base (“Pasquale Barbella”) e a tutti i gruppi tematici da lui fondati (musica, arte, letteratura, cinema, fotografia, attualità politica, satira politica). Insomma, prima a Pasquale Barbella è stato messo il bavaglio, e subito dopo è stato espulso, come indesiderabile dal “mondo” Facebook: attualmente, gli altri possono accedere alle “sue”pagine di Facebook, lui no. Roba da matti.
Perché Facebook ha messo il bavaglio a Pasquale Barbella non si sa, non si può sapere. L’unico fatto certo è che cenacolo@tradizionecattolicamordini.it ordina, Facebook esegue. Con tanti saluti alla libertà di espressione del più famoso social network nell’era dei new media. Beh, buona giornata.
"

martedì 24 febbraio 2009

current. roma censura, milano no.

facebook mi porta ogni giorno nuovi stimoli, idee e informazioni.
oggi flavia brevi del blog simply aDdicted mi invita a unirmi al gruppo Censurato dal Comune di Roma, e io pronta aderisco e invito altri amici, secondo i principi del social network per eccellenza.

in breve.
L'agenzia cookies di Milano crea questa campagna per pubblicizzare il lancio di Vanguard, un nuovo programma di giornalismo d'inchiesta del canale Current con una puntata dedicata ad un prete ucciso dalla camorra.




La campagna che doveva essere affissa in Metropolitana viene prontamente censurata dall'ATAC di Roma.
A Milano no.

per maggiori informazioni, rimando al gruppo su faccialibro.

martedì 27 gennaio 2009

sesso vegetariano. peta censurato dalla NBC

chi segue il mio blog sa che non ho un buon rapporto con i vegetariani ma soprattutto con i vegani.

se poi la peta si fa bannare (giustamente) spot come questo... io come faccio a cambiare idea?

L'head è "gli studi provano che i vegetariani fanno sesso migliore".
E per spiegarlo fanno vedere delle tizie assatanate che fanno il minestrone nella jacuzzi e si masturbano con un mazzo di asparagi.

mah.

grazie a giò per la segnalazione!

mercoledì 21 gennaio 2009

gli atei hanno perso l'autobus

Apprendo da spotanatomy che la campagna dell'Uaar, di cui si era parlato, non si farà.

La decisione è stata presa da Igp Decaux, concessionaria milanese responsabile degli spazi pubblicitari sugli autobus dell’Amt nel capoluogo ligure, che l'ha giudicata contraria al Codice di Autodisciplina Pubblicitaria in quanto il messaggio "la cattiva notizia è che dio non esiste. quella buona è che non ne hai bisogno" è stato considerato lesivo del combinato di due punti, gli articoli 10 e 46 del Codice, ossia quelli che riguardano le “Convinzioni morali, civili e religiose e la dignità delle persone” e gli “Appelli al pubblico”.