martedì 26 febbraio 2008

un tranquillo week end 2.0

è stata annunciata ieri la nascita di Adobe Air (Adobe Integrated Runtime) la tecnologia che consente di creare e utilizzare applicazioni in grado di funzionare anche quando si è scollegati da internet e senza usare il browser, direttamente sul proprio desktop.
Tutto questo attraverso interfacce che combinano i vantaggi delle applicazioni web, quali l'adozione di standard come ad esempio l'XML, la facilità di sviluppo e la capacità di girare su più piattaforme (Windows, Mac e per fine anno è prevista anche la versione GNU/Linux), con la velocità e l'usabilità delle applicazioni desktop classiche, oltre alla possibilità di accedere così alle risorse del proprio computer e interagire con il sistema operativo.

ovviamente Adobe dovrà vedersela con tutti i principali concorrenti: la Fondazione Mozilla, la Sun Microsystems, e non ultimi Google e Microsoft, che hanno sviluppato alternative più o meno avanzate: nel primo caso si parla di Gears, nel secondo di Silverlight. Due soluzioni che puntano a loro volta a far dialogare le applicazioni presenti sui pc dell'utente con quelle presenti sul web.

E mentre ci si arrovella su come prepararsi alla migrazione dal web 2.0 al web 3.0, che ti combinano in Pakistan???
Quei simpaticoni del governo di islamabad hanno deciso di bloccare YouTube nel proprio paese perchè contenente materiale offensivo nei confronti dell'islam... poverini!
Solo che qualcuno ha premuto un tasto sbagliato e... sciabadà... ha mandato in tilt la pagina web IN TUTTO IL MONDO!

Domenica scorsa, per circa due ore, YouTube non è stato accessibile a nessuno, neanche a chi aveva voglia di guardarsi un bel video offensivo nei confronti dell'islam. eccheccacchio!

Non è la prima volta che un governo si scaglia contro una delle maggiori forme di libertà di espressione degli ultimi anni. Erano già intervenuti il Brasile, la Cina, l'Iran, il Marocco, la Birmania, Siria e Thailandia. I motivi sono quelli più vari, dall'accusa di ospitare materiale sovversivo, immorale, imbarazzante per figure pubbliche a quella di offendere i regnanti.

via

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